Pubblicato da: frafra | maggio 29, 2008

PyPratico n.00 – Introduzione a Python

1. Due parole su Python Pratico

Dopo il periodo di prova sul vecchio blog, ora si comincia a fare sul serio 🙂 Ogni lezione si basa su circa quattro argomenti principali. Cercherò di mantenere una cadenza regolare (soprattutto adesso che le vacanze si avvicinano e gli impegni diminuiscono). Questa è la prima lezione (ovviamente meno “pratica” come le future); una panoramica su questo fantastico linguaggio di programmazione.

Che il “pitone” sia con voi! 😀

2. Cos’è Python? Perché usarlo?

Riporto pari-pari la definizione che trovate su python.it, che mi pare impeccabile:

Il linguaggio Python nasce ad Amsterdam nel 1989, dove il suo creatore Guido Van Rossum lavorava come ricercatore. Nei suoi dieci anni di vita, si è diffuso in tutto il mondo. In Italia, la “comunità Python” era veramente ristretta. Nel 1999 l’Italia si è svegliata dal suo torpore e sembra che l’interesse stia crescendo.

Python è innanzitutto un linguaggio di script pseudocompilato. Questo significa che, similmente al Perl ed al Tcl/Tk, ogni programma sorgente deve essere pseudocompilato da un interprete. L’interprete è un normale programma che va installato sulla propria macchina, e si occuperà di interpretare il codice sorgente e di eseguirlo. Quindi, diversamente dal C++, non abbiamo un fase di compilazione – linking che trasforma il sorgente in eseguibile, ma avremo a disposizione solo il sorgente che viene eseguito dall’interprete.

Il principale vantaggio di questo sistema è la portabilità: lo stesso programma potrà girare su una piattaforma Linux, Mac o Windows purché vi sia installato l’interprete.

Python è un linguaggio orientato agli oggetti. Supporta le classi, l’ereditarietà e si caratterizza per il binding dinamico. Ragionando in termini di C++ potremo dire che tutte le funzioni sono virtuali. La memoria viene gestita automaticamente e non esistono specifici costruttori o distruttori; inoltre esistono diversi costrutti per la gestione delle eccezioni.

Un altro importante elemento per inquadrare Python è la facilità di apprendimento. Chiunque nell’arco di un paio di giornate può imparare ad usarlo e a scrivere le sue prime applicazioni. In questo ambito gioca un ruolo fondamentale la struttura aperta del linguaggio, priva di dichiarazioni ridondanti e estremamente simile ad un linguaggio parlato. L’indentazione perde il suo ruolo inteso come stile di buona programmazione per facilitare la lettura del codice, per diventare parte integrante della programmazione che consente di suddividere il codice in blocchi logici.

Inoltre c’è un’attiva comunità 🙂 Venite a fare un salto su #python.it su irc.freenode.net 😉

Abbiamo due metodi per programmare: lo scripting su file, o l’uso della console interattiva.

3. Scripting su file

Lo scripting su file consiste nella creazione (con un banale editor di testo) di un file con estensione .py, al cui interno scrivere il nostro codice. Nei sistemi Unix-like (come Linux), è importante aggiungere queste due linee all’inizio del nostro programma:

#!/usr/bin/env python
# -*- utf-8 -*-

La prima indica al sistema con quale interprete eseguire questo script (probabilmente avete già visto una sintassi simile negli script per la bash). La seconda indica la codifica (solitamente utf-8). Sotto queste righe possiamo scrivere il nostro codice. Per l’esecuzione abbiamo due metodi: dato che il nostro programma (attualmente) è testuale, dobbiamo avviarlo da console seguendo uno di questi due metodi:

chmod +x ./file.py    # Dove “./file.py” indica il nostro script appena creato
./file.py    # …e dopo averlo reso eseguibile, lo avviamo

…oppure richiamando l’interprete python manualmente…

python ./file.py

4. Console interattiva

C’è un’altra via per eseguire il nostro codice “pythonico”: la console interattiva. Quando dobbiamo scrivere piccoli frammenti di codice osservando passo-passo i risultati sul nostro sistema, questa è la soluzione migliore. E’ consigliato il suo utilizzo nelle seguenti lezioni. Come funziona? Basta digitare sul proprio terminale:

python

Tutto qui 🙂 A questo punto possiamo digitare il nostro codice, e ogni volta che premiamo [invio], vedremo il risultato apparire sotto i nostri occhi 😉 Ecco come funziona:

La console interattiva di Python

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Responses

  1. […] https://fraph24.wordpress.com/2008/05/29/pypratico-n00-introduzione-a-python/ […]

  2. Grande fra!!

    Contentissimo che hai ripreso le lezioni python e auguroni x questo nuovo blog!

  3. @fede_linux
    Grazie 😉 La seconda lezione è quasi terminata, ma non voglio mettere troppa carne sul fuoco 🙂 E poi questi post spesso sono come il grana: più sono stagionati più sono buoni 😀 Preferisco lasciarli come “bozza” per qualche giorno, in modo da poterli rileggere, rivedere, ripensarci, correggerli, migliorarli, per potere dare “il meglio” 🙂

  4. in questi giorni mi sono perso in inkscape e sono rimasto indietro sul web però domani leggo e vedo tutto con calma 😀
    Ciao

  5. @edo947
    Eheh, mi sa che devo pubblicare i post su Python e Inkscape con qualche giorno di distanza tra di essi 😀 Entrambi fanno questi effetti 😉

  6. visto tutto mi piace questo modo di strutturare la lezione, in effetti è anche più comodo copiare (pardon) e seguire il filo del discorso 😉

  7. @edo947
    Grazie mi fa piacere che ti piaccia 😉

  8. Ciao ho visto il tuo video su youtube. Complimenti davvero.
    Spero che tu possa continuare senza problemi.
    Ma anche le prossime le metti sul tubo?
    Ancora complimenti.

  9. @Emanuele
    No, non credo, penso di farle tipo la lezione 01 (vedi sezione https://fraph24.wordpress.com/category/python/). Grazie per l’apprezzamento 🙂

  10. Beh, finalmente quale Italiano che si occupa di Python 😉 Ottimo!

    Io l ho usato qualche anno fa, alla 2.3.
    Ora lo riprenderò in mano nel contesto Web, dato che sul mio server ho abilitato le estensioni .py per Apache.

    Ottime guide comunque, semplicissime, leggere ma dirette!

  11. @miky4e
    Per il web, prova Django 😉
    Grazie per l’apprezzamento 🙂


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